Archivio dell'autore: acrylic

Informazioni su acrylic

Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista San Francesco D’Assisi

The moon inside the heart

La luna nel cuore

La luna dentro il cuore

passaggi d’autore

Mondi raccontati alla luce del sole

dimensione minimale

psicofantasy mezzanine living

Sand or stone, is the volcano to reign

collage-boutique-bar-catania

Le radici si incontrarono per le vie dell’acqua.

«Credo molto alle vibrazioni delle terra attraverso le quali siamo connessi con tutto il mondo. Quando dipingo sono in uno stato di semi-trance, tutto mi è suggerito da sensazioni, emozioni e segnali». Le pietre, quelle dell’Etna, ma anche anche pezzi di legno: catanese dallo spiccato talento, trasforma tutto ciò che gli capita fra le mani e vive in un mondo fatto di connessioni, dove nulla è casuale. Un’arte ispirata dagli oggetti, o meglio, dalle vibrazioni che questi trasmettono, dalla storia che si portano dietro.

n.242 cm.300-150 imprints 2008 playa catania – le capannine

sicily democratic art

«Oggi non siamo più abituati a condividere sentimenti ed emozioni, viviamo con un costante atteggiamento di chiusura e alienazione, i semplici gesti che trasmettono emozioni, come l’abbraccio, non vengono apprezzati o addirittura vengono fraintesi. Le persone stanno dimenticando cos’è l’amore perché lo identificano con la pace, in realtà si tratta di due cose diverse: la pace dell’essere può essere raggiunta anche nell’isolamento, l’amore presuppone condivisione di emozioni ed empatia».

magic and prayer

La mia memoria sono anche le cose che mi circondano, hanno ricordi in se, quindi sono vive, passi dell’anima che sbircia una città in movimento. Sopra l’armadio c’è un lago di sale, tra cristalli e sculture un cigno immobile osserva. Casa, nido, tempio, visione, sogno, magia ma anche preghiera. Riccio in questo periodo, sto cercando rigenerarmi, perdere foglie, respiro l’aria del distacco, avrei molto da manifestare ancora più forse da creare, un continuo edificare protezione, invisibile raggiungibile attraverso una porta, l’attimo connesso, vibra corona, luna sente, ghiandola legge, poi vado a letto con i limiti di sempre.

Corridoi chiamano, vento sospira.

zero space

Tetti prendono forma, scintille danzano, cuori si liberano.

Se un fiore potesse avere parola, racconterebbe del sole, della luna e di tutto il creato. Se all’uomo è stata donata azione, è per coltivare quel fiume, dove nasce poesia. Ogni tempo ha la sua storia, ogni storia ha la sua rivoluzione.

Sono un povero artista che dipinge una ricca poesia.

Sicily island of the world

Sogno un messaggio partire da quest’isola, un racconto genuino che mette in moto l’anti declino, che mostri l’animo del buon vino. Immagino braccia alzate in cielo, ogni mano impugnare un cucchiaino, simbolo di nutrimento fin dalla più tenera età. Non c’è cultura che non conosca questo semplice oggetto, che possiede lo spirito di pace, che inoffensivo racconta, protegge, che sia pietra, legno o ferro. Un cucchiaino per svuotare il mondo da quella goccia di veleno, un cucchiaino per connettere il popolo, creare un ponte in cielo, lanciare ognuno la propria luce, comunicare con le stelle, ritrovare la propria, tornare ad appropriarsi di un dono che ci vede tutti esistere in nome della vita che verrà.

imprints of peace

go through the door

E forse è proprio così, l’ultima semina prima del grande viaggio, non faccio politica e riconosco nella poesia, negli scritti guidati la protezione dall’alto, quella che incide sulle coscienze colpite. Nella fantasia mi piacerebbe utilizzare le loro armi, per coltivare la terra.

Questo scritto è un omaggio al Narratore Andrea Camilleri (Roma, 17 luglio 2019)

La vecchiaia in mezzo alla famiglia – acrylic 2003

Questo dipinto nasce dal percorso che ha visto il mio nonnino varcare la porta.

And perhaps it is really so, the last sowing before the great journey, I do not do politics and I recognize in poetry, in guided writings God’s protection coming from above, that which heals the affected consciences. In my imagination I would like to use their weapons to cultivate the land.

the clover family

Uno storico una notte mi confidò Trifiletti/Trifoglio, visionario per come mi son voluto donare, il caso mi ha portato ad ascoltare un contadino, che riconosceva un terreno fertile proprio da quel Trifoglio, col tempo ho notato che è forte e sopratutto innocuo e riempie vallate di grazia. Penso che sia una rarità essere Quadrifoglio, però allo stesso tempo accontentiamoci del contenuto delle nostre azioni, che fanno fede ad un motto assai antico e ancor più potente, non chiama in causa titoli, quelli son fatti di mattoni e satelliti, no chiama la semplicità che ci contraddistingue nel vivere in modo umile anche se a volte un po riccio. Occhio alle volpi, e felice di condividere un tetto, che anche se ormai frazionato in tegole, il telaio, la struttura è più che viva, ed è la nostra famiglia.

Mezzanine Living – Riparo dal Caos

One historian told me one night that as a Trifiletti (Clover), I am a visionary for how I wanted to give myself to the greater good. The case led me to listen to a farmer who recognized that this was fertile ground of Trifoglio. Over time I noticed that it is strong and above all harmless and fills valleys with grace. I think it is a rarity to be a fourleaf clover, but at the same time lets us be satisfied with the content of our actions, which bear witness to a very ancient and even more powerful motto. It does not call for titles, those are made of bricks and satellites. No, it calls for the simplicity that distinguishes us in living in a humble way even if sometimes a little eccentric. Watching out for the foxes, and happy to share a roof that even if broken into tiles, the frame, the structure is more than alive, and it’s our family.

author’s house

casa museo sotto l’etna

I should have been born in a palace,with carriages and horses, calm chants and plentiful breakfasts. In my recurring fantasies I put myself in a top hat, from my savings I built invisible towers, Christmas holidays. A house is family, a condominium, a cloud, in a square in the city I found my roots. The wind is blowing today, I’m tuning its notes and I live in this community that I dream to become.

creation is a moment that remains indelible

Dovevo nascere dentro un palazzo, con carrozze e cavalli, canti calmi e colazioni abbondanti. Nelle fantasie ridondanti mi sono riposto al cilindro, dai risparmi ho realizzato torri invisibili, ponti del Natale. Una casa è famiglia, un condominio, una nuvola, in una piazza in città ho ritrovato radici. Oggi il vento soffia, ne accordo le note e vivo in questa comunità che sogno divenire.

11 – 2005 Il Caos

C’è una teoria che tutto armonizza, che i miei nervi possano restare saldi, la mia testa centrata sul punto, il mio cuore alchemico più che mai.

Studio

The third flower

Sicily Fest May 17/18/19 – Boiler House, Brick Lane – Imprints of Peace London

Art matured in me even before I knew its name, or rather before it presented itself without a name. Art was the light that filled my eyes, the breath of awakening, the journeys in the midst of desolate lessons of occurrences and recurrences, it was the queue for breakfast, the plants, and animals. Art was prayer, fire, water and all the elements, art was the stars, the sun and all nature, it was being present in the total absence of an apparently present world. The artist I am inspired by, is the greatest Creator of heaven and earth, He is the Father of all fathers for how He presented Himself when I did not exist yet. He paints sunsets and dawns, and He shares them with us all. There is no man who does not know His face. He is humble, infinitely loving, and when I asked Him if it was Him, He replied, “Yes, it is I”. I dreamed that I was at the Bridge. The Bridge was a small estate of a Holy Family near Viagrande at the foot of Mount Etna, where as a child my grandparents and many friends gathered for the grape harvest. I remember the joy of picking the grapes immersed among the rose gardens, to press them with our bare feet among the grape pickers, I remember the shed with the fire burning and the many voices, on top of this small estate there was a small cave with the little Virgin Mary, to which I in the most innocent youth confided in my childhood prayers my worries and questions. The lady of the house was devoted to traditional cuisine. She used terracotta pots, and I still remember as if it were yesterday when she prepared a snack with her jams for after school. Every afternoon she took me to church to pray, the church was that of Monserrato, and even if I didn’t understand, I was well-behaved at her side. Now, after some time, I remember and I make connections again and again. In the dream that lasted a few infinite moments I found myself at the entrance by the cellar road. I was alone, I don’t remember what I was doing at that moment, but I will never forget the image of Him, or rather how He wanted to present himself to my eyes. He was not with regal clothes, indeed far from it. He was extremely peaceful and I found it hard to believe in the dream that the creator of everything could be so humble. I don’t remember Him uttering any revelation, because I felt that He was the revelation. I don’t remember any more words, and I don’t remember a content so infinitely powerful that it can fill any space. I asked Him if it was He, and He answered me “I am”. The dream is unforgettable, because He was infinitely humble. That dream is perhaps the key along with another dream that I will never forget. It is the key that makes me notice the small gestures, which makes me rejoice in the small things, which makes me see in a flame the soul of life, which makes me enjoy the little things, because only through small things can a great future be built. The little things, are the love that we risk losing for each other, it is the cry that comes out of me spontaneously, not knowing what I write. When I go out I feel love for everyone and everything. I would like to give love, this is the most ancient form of art. Art is Love, it is a testimony of pain for a world that moment by moment is moving away from small things, from loving each other. This is what my works scream; they cry out ceaselessly because we are all one. Even when I try to distract myself, even when I mix sugar with my miserable coffee every morning, I think of how many children still feed with their blood the insatiable abysses of the unscrupulous ignorant, how many families today still have to find themselves fighting to protect their history. How much ignorance continues to alienate families, children, fathers, from each other, to steal childhoods, to speculate on the good by selling poison? We are all Artists, beauty will save the world, the beauty of when every single being on this planet will return to communicate, communicate in the crisis, how much need there is for love. Father, your son always.

deep origins

profonde origini

profonde origini

photographic project

E’ una storia semplice. Una storia tra cani e uomini. E’ una storia antica, che si racconta da quando cani e uomini sono sulla terra. Una storia sullo stereotipo: il cane è il migliore amico dell’uomo. E’ una storia che racconta amore disinteressato, complicità, intesa, somiglianze e contrasti.

La Mia Complice

La Mia Complice

It’s a simple story. A story of dogs and men. It’s an ancient story, that is told since dogs and men are on earth. A story about the stereotype: the dog is man’s best friend. It’s a story that tells unselfish love, complicity, understanding, similarities and contrasts.

Alessandra Saccà Fotografa

Alessandra Saccà Fotografa