revolution

Viviamo nell’esaltazione del male. I giornali, le televisioni creano programmi, tramano film, scrivono storie che infondono paura, rabbia. Se credi nella tua bandiera, elogiandola all’estero attraverso il tuo percorso, nessuno ne parla, se calpesti la dignità, la prima pagina è tua. Sistema avariato: Quando ascolto, leggo, vedo, sento proprio un mondo avvolto dal nulla. Chi più ne ha, più ne metta, questa è rabbia da senza testa, tutti a criticare, tutti a sparlare, tutti a scoraggiare, mi chiedo ma che mondo è questo? No, non ci credo, non credo a quello che vedo, a quello che sento. Sembra quasi che il nostro futuro dipenda da quattro mediocri che affamati di potere, si rifugiano in giochi così meschini da voler nascondere lo sbriciolamento della propria torre. Nell’intimo, ogni volta che esco, provo a capire, ma poi ci rinuncio. Inaudito che ancora sopravviva l’attenzione per l’apparenza, io sono, io faccio, io compro, io valgo, io, io, io, e poi se arrivi alla radice, il pensiero base non è poi così distante da tutto ciò che si professa combattere. Si è vero, sono tempi difficili, ma anche ieri erano tempi difficili, forse molti dormivano, e ora si ritrovano presi dalle bombe. Se c’è una cosa di cui l’Italia può essere fiera, a mio avviso, è di non fare rivoluzione, di non abboccare, di non creare una reazione che alimenti ancora più il male. Nel mio vedere, le rivoluzioni se non ben costruite, oltre a fallire, creano ancor più presenza, di marciume, giustificano l’acquisto di armamenti, ecc.ecc. Credo invece, che dal singolo debba partire una conferma di unione, è facile arrabbiarsi con tutto ciò che ci circonda, troppo facile, eppure già da tempo, partendo da singole amministrazioni, fino ai vertici del mondo, è chiaro un pensiero: In questo mondo siamo in molti. Una volta facevano scontrare popolo con popolo, manipolati prima i leader per un’idea di principio, mandavano a uccidersi fratelli contro fratelli. Oggi questo è più difficile, il mondo ha preso consapevolezza dei risultati della guerra, tutti sono sfavorevoli, nonostante i grandi monumenti ai caduti. Non scrivo fantascienza, scrivo solo una personale visione, forse anche cara, per il mio vivere. Odio porta odio, non importa poi a chi lo scarichiamo, al nostro vicino, o una causa distorta. L’odio è l’immondizia più difficile da smaltire, non bastano differenziate a contenere la trasformazione che interviene a chi lo professa. Triste anche poter prendere un caffè, senza che nessuno provi a ferirti, ancor più triste e vederne le cause. Continuo ad ascoltare il vento, sentire la pioggia, augurando il meglio a tutti, non dimenticando che il giudizio verso il prossimo, a volte riflette proprio noi stessi. Non nascondo assolutamente di pronunciare tutto il positivo che risiede nel vivere, e allo stesso tempo distacco da un mondo che giorno dopo giorno, diventa sempre più incauto, scorretto, e frustrato da folli aspettative. Per tutti quelli che pronunciano rivoluzione, iniziatela interiormente, che ognuno possa pensare ai propri errori, ho una gran fede, tutto si paga, sangue e rabbia non portano bene, amore e pace, anche nei momenti più sfavorevoli, testimoniano la vera forza che alloggia nella nostra persona.

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Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista San Francesco D’Assisi
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