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The third flower

Sicily Fest May 17/18/19 – Boiler House, Brick Lane – Imprints of Peace London

Art matured in me even before I knew its name, or rather before it presented itself without a name. Art was the light that filled my eyes, the breath of awakening, the journeys in the midst of desolate lessons of occurrences and recurrences, it was the queue for breakfast, the plants, and animals. Art was prayer, fire, water and all the elements, art was the stars, the sun and all nature, it was being present in the total absence of an apparently present world. The artist I am inspired by, is the greatest Creator of heaven and earth, He is the Father of all fathers for how He presented Himself when I did not exist yet. He paints sunsets and dawns, and He shares them with us all. There is no man who does not know His face. He is humble, infinitely loving, and when I asked Him if it was Him, He replied, “Yes, it is I”. I dreamed that I was at the Bridge. The Bridge was a small estate of a Holy Family near Viagrande at the foot of Mount Etna, where as a child my grandparents and many friends gathered for the grape harvest. I remember the joy of picking the grapes immersed among the rose gardens, to press them with our bare feet among the grape pickers, I remember the shed with the fire burning and the many voices, on top of this small estate there was a small cave with the little Virgin Mary, to which I in the most innocent youth confided in my childhood prayers my worries and questions. The lady of the house was devoted to traditional cuisine. She used terracotta pots, and I still remember as if it were yesterday when she prepared a snack with her jams for after school. Every afternoon she took me to church to pray, the church was that of Monserrato, and even if I didn’t understand, I was well-behaved at her side. Now, after some time, I remember and I make connections again and again. In the dream that lasted a few infinite moments I found myself at the entrance by the cellar road. I was alone, I don’t remember what I was doing at that moment, but I will never forget the image of Him, or rather how He wanted to present himself to my eyes. He was not with regal clothes, indeed far from it. He was extremely peaceful and I found it hard to believe in the dream that the creator of everything could be so humble. I don’t remember Him uttering any revelation, because I felt that He was the revelation. I don’t remember any more words, and I don’t remember a content so infinitely powerful that it can fill any space. I asked Him if it was He, and He answered me “I am”. The dream is unforgettable, because He was infinitely humble. That dream is perhaps the key along with another dream that I will never forget. It is the key that makes me notice the small gestures, which makes me rejoice in the small things, which makes me see in a flame the soul of life, which makes me enjoy the little things, because only through small things can a great future be built. The little things, are the love that we risk losing for each other, it is the cry that comes out of me spontaneously, not knowing what I write. When I go out I feel love for everyone and everything. I would like to give love, this is the most ancient form of art. Art is Love, it is a testimony of pain for a world that moment by moment is moving away from small things, from loving each other. This is what my works scream; they cry out ceaselessly because we are all one. Even when I try to distract myself, even when I mix sugar with my miserable coffee every morning, I think of how many children still feed with their blood the insatiable abysses of the unscrupulous ignorant, how many families today still have to find themselves fighting to protect their history. How much ignorance continues to alienate families, children, fathers, from each other, to steal childhoods, to speculate on the good by selling poison? We are all Artists, beauty will save the world, the beauty of when every single being on this planet will return to communicate, communicate in the crisis, how much need there is for love. Father, your son always.

ITALIA POLITICA

L’ITALIA HA ILLUMINATO L’EUROPA, LA SICILIA HA ILLUMINATO L’ITALIA, QUINDI LA SICILIA E’ IL SOGNO D’EUROPA.

claudio arezzo di trifiletti

 

P.S. POLITICI NON FATE CARTELLONI, PIANTATE ALBERI, E PER OGNI ALBERO FATE FESTA, QUESTA PER ME E’ EVOLUZIONE.

Amore

Vietato costruire parchi verdi: portano l’uomo in una dimensione dove non sente il continuo bisogno di spendere, perché lo portano a godere del cielo e della terra, e questo non è buono.

trifiletti art

L’uomo per nostro volere deve rinchiudersi in centri commerciali dove, in mezzo al ricordo di ciò che doveva essere, deve vagare nella piena solitudine e nell’insoddisfazione di non poter avere ciò che apparentemente soddisferebbe la sua esigenza di evadere. Vietato dare valore all’Arte: è un pessimo nemico, è un riflesso della verità, e la Verità è dannosa, la verità sgretola le nostre essenze. Vietato dare segnali di educazione civica: i nostri rappresentanti devono essere l’esempio della corruzione dell’uomo, devono perdere ogni valore, devono vestirsi interamente di apparenza. Vietato dare credibilità a nuove idee: sono veleno per la nostra crescita, porterebbero l’uomo a sperimentarsi, porterebbero il popolo a poter esprimere nella democrazia il proprio parere. Vietato prendersi cura di tutti i posti naturali: ricorderebbero all’uomo che è lui il responsabile in quanto proprietà pubblica. Il nostro intento è quello di non permettere all’uomo di essere libero, di vedere il cielo, di godere della luce, di poter essere felice perché avente il necessario. Noi siamo il processo di macellazione del genere umano, se esso vuole sognare solo qualche ora, paga, entra in un multisala dove proietteremo solo quello che riteniamo essere innocuo per i nostri interessi.

trifiletti art

Noi siamo i primi a volere la rivoluzione perché siamo i primi a prendere in giro lo stato, il governo, e chi si crede di poterci bloccare. Affinché non accada che domani un bambino si svegli felice di poter correre in un parco, di poter conoscere un suo coetaneo e volerlo bene, dobbiamo infondere terrore verso il diverso, dobbiamo separare le opinioni, dobbiamo portare il popolo a lottare, scontrarsi, devastare tutto, tanto i nostri interessi sono assicurati. Dobbiamo convincervi che chi sta con noi, potrà essere presente al nostro cerimoniale. Dentro le nostre innumerevoli ville, nei castelli e nei palazzi, decideremo, tra un calice e l’altro del nostro pregiato vino, quale testa tagliare per sperimentare la nostra crescente insensibilità. Non ci interessa del vostro futuro, noi siamo in pochi a non riuscire a godere del nostro presente perché troppo pieno ed apparente, troppo infelice e meschino, viscido e basso. Voi per noi siete solo consumatori di ciò che noi renderemo sempre meno salutare per voi, perché voi siete i nostri servi, vi inchinate, ci invitate, e quando siamo presenti, siete onorati di essere la nostra portata preferita.
Buon appetito.

2008 Piatti

sposi 25 settembre 2008

sposi 25 settembre 2008

Il messaggio racchiuso in questa raccolta di piatti ad edizione limitata è simbolo di un’alleanza invincibile che chiamo amicizia. E’ lo specchio riflesso di anni imperdibili che tre ragazzi custodiscono gelosamente. Amore e Amicizia si fondono e si trasformano in un divenire di eventi che li fortifica. Le loro vite intrecciate sono rese magnifiche dall’opera di Claudio Arezzo di Trifiletti, e adesso sono finalmente immortali.   (Valentina)

INSHALLAH

Accendo una lampada, sono dentro la mia stanza, mi connetto alla rete, scarico il mio sentore, non mi importa giudicare, provo dolore per la morte, sia del bianco che del nero, mi piace la rivoluzione, mi dispiace la barbarie.

INSHALLAH

 

Chi di vita viene privato può essere martirizzato, perché non processato. Provo dolore per la guerra e le sue barriere, per le armi e le sue bandiere. Come un bimbo, sono arruolato nell’esercito dell’Immacolato, ho peccato ed ho imparato a riflettere sul sotterrato. Da lontano vedo luoghi, che vicino mi sembrano fuochi, è arrivata la notizia, tutti insieme la leggiamo, ma se poi ci ritroviamo sempre soli rimaniamo. Il giudizio è rinato per condannare chi carnefice vuol restare, ma il cuore ha bendato chi gli occhi non vuole usare. Per guardare c’è rimasto un imbuto di dolore, un dolore sempre nato da coloro che non hanno amato.