Archivio tag: arte concettuale

hypersensitivity

L'ipersensibilità del peso.

L’ipersensibilità del peso.

Art Connection

connessione d'arte

connessione d’arte

 Connettersi con l’attimo che precede il tempo.

Ripiegati su se stessi

Ripiegati su se stessi

Mettere un concetto dentro l’opera, farsi trasportare dalla conoscenza della creatura, prossima alla nascita. Passaggi che precedono la creazione, respirare una visione guida. Arte è il creato, il Creatore diviene Maestro attraverso gli elementi. Elementi presenti nell’opera: Jeans “tessuto nato per il lavoro”, mischiato con apparentemente acrilico. Nella tecnica involontaria, scorgo le mosse del caso, come imprevedibili suggerimenti “fiaba in pietra”. Memoria, elementi, simboli, la geometria sceglie il centro, facendo riemergere l’equilibrio. –  for Jeans d’autore

Anima che canta, cuore che danza

C’è chi brucia copertoni, chi smaltisce dentro riserve, chi taglia alberi, e chi asfalta, chi costruisce, e chi demolisce, c’è chi respira a fatica, e chi desidera una potente macchina. Io cammino, incontro, vedo, e prima ancora sento.

respira

Sento che è arrivato il tempo del riciclo, che tutti questi pacchetti e pacchettini, sono forme superate, che forse i liberi mercati, dove le ceste presentano il nostro avvenire, debbano essere valorizzati, che il vetro, la plastica, la carta, e tutto ciò che può essere riutilizzato debba divenire tesoro comunale.

Catania Respira

Un futuro dove ogni ristorante, dal rifiuto produce terra per l’orto su strada, dove non si esce con la macchina, ma con la bici, dove non si chiede come stai, ma ci si abbraccia calorosamente, perché siamo tutti uno.

Anima che canta, cuore che danza.

“soul singing, dancing heart – âme chant, coeur de danse”

INSHALLAH

Accendo una lampada, sono dentro la mia stanza, mi connetto alla rete, scarico il mio sentore, non mi importa giudicare, provo dolore per la morte, sia del bianco che del nero, mi piace la rivoluzione, mi dispiace la barbarie.

INSHALLAH

 

Chi di vita viene privato può essere martirizzato, perché non processato. Provo dolore per la guerra e le sue barriere, per le armi e le sue bandiere. Come un bimbo, sono arruolato nell’esercito dell’Immacolato, ho peccato ed ho imparato a riflettere sul sotterrato. Da lontano vedo luoghi, che vicino mi sembrano fuochi, è arrivata la notizia, tutti insieme la leggiamo, ma se poi ci ritroviamo sempre soli rimaniamo. Il giudizio è rinato per condannare chi carnefice vuol restare, ma il cuore ha bendato chi gli occhi non vuole usare. Per guardare c’è rimasto un imbuto di dolore, un dolore sempre nato da coloro che non hanno amato.