Archivio tag: Sicily

The moon inside the heart

La luna nel cuore

La luna dentro il cuore

passaggi d’autore

Mondi raccontati alla luce del sole

dimensione minimale

psicofantasy mezzanine living

magic and prayer

La mia memoria sono anche le cose che mi circondano, hanno ricordi in se, quindi sono vive, passi dell’anima che sbircia una città in movimento. Sopra l’armadio c’è un lago di sale, tra cristalli e sculture un cigno immobile osserva. Casa, nido, tempio, visione, sogno, magia ma anche preghiera. Riccio in questo periodo, sto cercando rigenerarmi, perdere foglie, respiro l’aria del distacco, avrei molto da manifestare ancora più forse da creare, un continuo edificare protezione, invisibile raggiungibile attraverso una porta, l’attimo connesso, vibra corona, luna sente, ghiandola legge, poi vado a letto con i limiti di sempre.

Corridoi chiamano, vento sospira.

go through the door

E forse è proprio così, l’ultima semina prima del grande viaggio, non faccio politica e riconosco nella poesia, negli scritti guidati la protezione dall’alto, quella che incide sulle coscienze colpite. Nella fantasia mi piacerebbe utilizzare le loro armi, per coltivare la terra.

Questo scritto è un omaggio al Narratore Andrea Camilleri (Roma, 17 luglio 2019)

La vecchiaia in mezzo alla famiglia – acrylic 2003

Questo dipinto nasce dal percorso che ha visto il mio nonnino varcare la porta.

And perhaps it is really so, the last sowing before the great journey, I do not do politics and I recognize in poetry, in guided writings God’s protection coming from above, that which heals the affected consciences. In my imagination I would like to use their weapons to cultivate the land.

the piano colours

E così una mattina scrivo il ricordo di una sera.

All’improvviso l’immagine di un amico appena incontrato mi spolvera un pensiero, siamo tutti aggrappati a un legno chiamato speranza, non importa la distanza, non importa la salute, importa la coscienza, il cammino dell’occhio che parla al cuore. Una casa, una stanza, finestre chiuse riparano dal freddo, conservano gli odori, il silenzio, la musica, l’energia tiene compagnia, protegge, nutre. Apro le finestre, luce entra, odori di una notte prendono confidenza col cielo, mura respirano sogni trascorsi, li barattono col futuro, vento strappa l’offerta, pioggia ricorda, poco cresce senza la mia danza, sole scalda, luna innamora. Resto intatto alle tradizioni, l’odore del caffè al mattino, l’alito del tè al pomeriggio, al centro del tavolo dopo il tramonto accompagna la mia notte una fiamma, riempie lo spazio dentro e con poco margine fuori, di luce bella, luce calda. Scivola la musica, allieva, amplifica, nutre, solidifica, intensifica, rende vive le immagini, mi piace la dolcezza, fragilità di quando signora Armonia accarezza le nostre teste, ci sentiamo così bene da temere la lontananza futura di quel passaggio, che anche un fiore a distanza riconosce. A casa fin quando hai tre uova, un pacco di farina, un pugno di sale, due arance e tre limoni, del caffè, un sorso di vino e quattro amici, sei ricco. Colori belli, contenuti intimi, evocazione memoria, passaggi di ogni luna, cuscini comodi ma non troppo, riconoscente allo specchio d’oro, fantasia galoppa, portami via.

fantasy and reality

Se l’offesa subita, fosse frutto dell’infantile conseguenza,
tutto prenderebbe altro peso.
Settimo Ponte

fruit of Imagination

Nuvole fluttuano trasportate dal vento, insieme polvere, cenere, il pianeta tutto respira. Batte un cuore Universale, siamo fatti di cellule, siamo cellule.

#privatecollectionimprintsofpeace
Installazione Antropologica Datemi Spazio
Portali Quantici Pittura Cosmica
1.1.2019 h.13/21 – Fino al 6 Gennaio h.9/19

respect

Vi prego, in futuro quando parlate di ponti tra la Sicilia e la Calabria, pensate anche col parere della terra che ci ospita, lo so il lavoro, l’economia, lo sviluppo. Ancora oggi le montagne, i vulcani non godono di leggi a tutela non solo del paesaggio, ma cosa assai più importante della salute. Il Pianeta vive, noi siamo soltanto ospiti di passaggio, siamo doni, e abbiamo il dovere di custodire ciò che ci è stato donato.

Catania City Municipality

Città del mondo

Urbes mundi

C’è chi si chiede chi sarà il prossimo assessore alla cultura, come se Catania in questi anni sia cresciuta culturalmente, non desidero attaccare nessuno, ma davvero stiamo vivendo in un parco giochi, la parola ha perso davvero contenuto, crediamo che la cultura sia la mostra di un grande artista, ci esibiamo in manifestazioni, slogan, grandi promesse, e da grande metropoli quale crediamo vivere diventiamo un rebus dove i primi a scioccarsi ed innamorarsi di questa terra e dei suoi abitanti sono i turisti, che con un velo di gratitudine e allo stesso tempo di compassione per il degrado sociale in cui ci ritroviamo. Catania terra dell’Etna, Sant’Agata, desidera divenire sogno d’Europa, come il piccolo Federico vedeva in visione. L’Europa è immensa e i paesi più acculturati sono quelli che rispettano in primis l’ambiente, l’aria, l’acqua, il cibo. Ricordo come fosse ieri l’uccisione dell’Araucaria ad Ognina, un albero secolare cresciuto alla fine del lungomare, era stato causa di morte, nessuno aveva provveduto a segnalarlo, mettere dei limiti, trovare riparo a questa dolorosa perdita, fu l’inizio della mia delusione in questo passaggio. Lungomare Ritrovato, nessuno può liberare, nessuno può imprigionare, possiamo ritrovare la storia dei nostri antenati, la vegetazione mediterranea tra le più belle della nostra costa, se si prosegue per quel lungomare dove l’edificazione è stata fermata, è possibile scovare mulattiere che davvero fossilizzarsi su San Berillo che è bella com’è, se non fosse il contenitore di ciò che non si vuole vedere. Vedo sempre un parallelismo tra i quartieri e la piana di Catania, una terra che viene definita oasi in totale abbandono, dove la nostra gente davvero potrebbe ritrovarsi a respirare quello che era, i nostri ospiti extracomunitari potrebbero godere del lavoro condiviso, produrre ottimo cibo, cercare un canale di vendita oltre a cercare risorse per contenere quello che vivremo in futuro. Cultura è creare dalle cose che non utilizziamo più, come una bottiglia, una batteria, dell’organico, della plastica, della carta, fonte di reddito, curarsi della salute anche dell’aria, stare più attenti a salvaguardare, ripristinare il nostro paesaggio, le nostre ricchezze che non si dimenticano di noi, mentre noi ci prosciughiamo a correre ad una festa perché mondana, quando davvero potremmo respirare una festa continua fatta di sonori pacifici, lentezza che ci spetta, e luce che tende ad illuminare, non accecare. Piazza Europa, la Santissima Madre che accoglieva e accompagnava viaggiatori del mare, ora vede il Corso Italia, alle spalle il suo splendido mediterraneo. Lungomare Ritrovato, macchia mediterranea, Etna, forza, disegni della geometria del tempo, roccia che respira millenni, torri d’avvistamento saraceno, rispetto per dove posate i piedi. Identità non è farne mercato plastico, identità è rispettare l’alito del mare che incontra il passante, non è una pista ciclabile, il divieto alle macchine. Identità è riscoprire dove viviamo, farne patrimonio, ritrovare scorci eoliani da cartolina, offrire no una metropoli, ma la metropoli più passionale e romantica del mediterraneo. Assolutamente essere rigorosi, del rispetto di ogni singolo scorcio che vuol raccontare, non invadere il territorio con superbia economica, lasciargli solo l’occasione di potersi raccontare attraverso la voce silenziosa di chi sa osservare il mare e comprendere che il mare va raccontato.