Archivio della categoria: outsider art

outsider art

Earth

Earth

Earth

Non avevo amici immaginari, ma credevo ci fossero altri mondi che tutt’altro che immaginari, si presentavano quando si suonava l’entusiasmo in maniera forte e viva, l’entusiasmo di essere presente, come quella volta che gridai dentro, sono felice, e poi scappai per la reazione esterna, all’interno di un fitto bosco.

地面

地面

地面

земля

земля

STOP ALLO 048 DEGLI OGGETTI

Mostra d’Arte Contemporanea sul rifiuto e malattia – Artista Invitato Claudio Arezzo di Trifiletti

Imprints, imprints ed ancora imprints. Fonte d’ispirazione non sono oggetti, luoghi o persone ma l’energia emanata dalla materia che diviene la traccia sulla quale dipingere la frenetica comunità contemporanea, bombardata quotidianamente dai media. Chiave di lettura delle opere dell’artista, nato a Catania nel 1975, è la cultura underground. La stessa metropoli decantata dall’antropologo Marc Augè, appartenente alla cultura Pop, all’arte informale, al graffitismo di Basquiat, diviene il motivo dominante che guida la vena artistica di Claudio. Per “Stop allo 048 degli oggetti” l’artista presenta due opere: “Il sentimento in tasca”, opera che punta il dito contro il controllo ossessivo delle emozioni; “London Paris”, massima espressione dell’operato artistico di Trifiletti. L’artista ha preso parte ad importanti mostre come “il Terzo salone di Arti Figurative di Parigi”, la “Biennale d’arte internazionale di Roma”, oltre a numerose esposizioni personali.

BUCKINGHAN-PALACE-ROAD

BUCKINGHAN-PALACE-ROAD

LE CIMINIERE/CATANIA 17 NOVEMBRE/06 DICEMBRE 2012 – Ideazione e cura Daniela Aquilia

imprints

Questo progetto è iniziato nel 2007, ma forse ancora prima quando dipingendo mischiavo nel colore altra materia, forse per sperimentare la chiaroveggenza tattile. Scartavetrando mobili antichi, mischiavo la polvere che fuoriusciva, mettevo anche olio, ecc.ecc. Vedevo che il colore cambiava forma, cioè si esprimeva attraverso il movimento che davo al pennello, potrebbe sembrare ovvio, ma mi creda non lo è. Venivo avvolto forse anche dalla convinzione non saprei dirvi, ma sentivo questo grande flusso che mi rapiva, poi in seguito l’ho sperimentato con le impronte, tipo questa tela è stata stesa al Moulin Rouge – Paris , e quando la riprendo proprio odora di vita, e dentro nella mia visione contiene il passato perché è sotto il marciapiede, il presente perché è dentro la tela, il futuro perché è quello che io sento quando la dipingo. Se confrontiamo una tela di Parigi con una tela di New York, o con una tela di Abu Dhabi, o con Roma, lo stile è quello, il mio linguaggio, ma poi lo schema cambia, come quando dipingo una parete, cambia la memoria della parete. parecchi trovano una somiglianza con altri della Pop Art, io credo che la somiglianza risiede proprio nella memoria, quando i dipinti nascono su strada, o undergound. Siamo circondati da una quantità di vibrazione derivante dal tempo, che passa inosservata ai nostri occhi, ma non ai nostri caratteri percettivi, io sto facendo una ricerca attraverso questi lavori, anche per me non è facile comprenderli, ma poi ci riscopro cose, immagini, ma anche posti dove ho steso il telo che non credevo aver calcolato, trovando una somma perfettamente equivalente allo sforzo che sto impiegando e che mi sento ripagato, cioè mi lascio andare totalmente non per provocare, ma per divenire strumento di questo linguaggio, forse in futuro, tutto avrà una spiegazione, come può essere che tutto verrà sotterrato.

313/moulin rouge - paris

313/moulin rouge – paris

 P.S.: Il futuro sarà un totale caos derivante dall’avidità dei non emozionabili attraverso le piccole cose.