Archivio tag: Mediterranean

social house contemporary artist

mezzanine living social house contemporary artist in catania

abstract conceptual artist

bene merentibus claudio arezzo di trifiletti

imprints protection world needs love

welcome mediterranean sicily contemporary artist

Se lottassimo per salvaguardare il pianeta, inutile dire che il resto sarebbero tutte chiacchiere. Scusate, Buon Natale a tutti. Diventa necessità cercare compensare, incredibile quanto desiderio d’amore risiede in solitudine. Occhi raccontano, dove il cuore non cessa battere, il respiro rende tutto unico. Distinguere la luce dal buio è il compito, alchimia dell’incontro. Ieri in sogno sono stato risucchiato dalla barca, dentro un vortice d’acqua in mezzo all’oceano non si ha scampo, ma poi una luce, piccola ma potente mi ha tratto in salvo. Distanze sembrano allontanarci, la presenza essenziale resta in noi per vite. Tutto quello che è scritto è una mollica del Mistero, chi sente la strada riconosce parola invisibile, sconosce giudizio, mette prudenza dal coro stonante. La confidenza del Re Mago, il peso dell’Immacolata Concezione nel preservare il Dono. Mi trema la mano, gela il cuore, non si può andare oltre se non in preghiera. Memoria, chi vive di passione viene travolto dalle immagini. La geolocalizzazione non credo sia un problema, l’impatto di inquinamento elettromagnetico dato dall’imprudenza di questa società evoluta, il continuo lancio di satelliti per costruire una griglia intorno Madre Terra, credo sia un sacrilegio nei confronti di tutto il Creato. Campane, ambulanze e fuochi d’artificio, manca Don Vito Corleone sulla luna. Pace e buone feste.

Mezzanine Living

Archivio Fotografico Alessandra Saccà +39 339 5384815 www.alessandrasacca.com

vibrant world arte involontaria

umiltà e volontà

humility and will

Demut und Wille

humildad y voluntad

Artist studio house

casa museo sotto l'etna MIa

contemporary artist in sicily

sicily contemporary artist

Archivio Fotografico Alessandra Saccà +39 339 5384815 www.alessandrasacca.com

arte involontaria

un metro quadrato di bosco spazio zero

corpi d'argilla dipinto d'oro

claudio arezzo di trifiletti spazio fluido

Creazioni Future – Il non essere accettati resta un problema di chi non accetta. In riva al mare, confondo il mio pensare, saranno fiori o foglie, riconosco l’odore delle onde. Mia mi guarda, ha un bastone in bocca, emette suoni che ricercano attenzione. Il tabacco sembra non placare l’esigenza di respirare. Sole, sabbia, oceano, cielo infinito all’orizzonte. Seduta Mia, simbiosi universale dell’affetto, unione di più sentimenti. Molo di Levante, in te si infrangono le medaglie. Amicizia delle stelle, che di giorno sembra niente, tutto vive anche nell’invisibile sentire. Salute al lato sinistro, perché il destro sia saluto al Divino che incontro. Meccanica di un distintivo, prende ordini da un protocollo nel cassetto della causa. Parole astratte e lente prendono tempo per varcare lo spazio, dettato delle impronte. Manifesto verde urbano, rinascita spirituale, riconoscenza della vita, pranzo della sera. Caos prefabbricato non regge al flusso del panettone.

Casa Museo Sotto l’Etna

mediterranean artist

cerchi d'oro piazza giovanni verga Mia

dreams imprints art

fantasy as an escape route

Qualsiasi luogo, se si ha la possibilità di sdraiarsi e meditare il cielo, diventa incredibile. In ogni favola troviamo miseria da vendere, alla fine del racconto ogni cosa però prende il suo posto. La mia speranza.

Qualsiasi luogo, se si ha la possibilità di sdraiarsi e meditare il cielo, diventa incredibile. In ogni favola troviamo miseria da vendere, alla fine del racconto ogni cosa però prende il suo posto. La mia speranza.

La fantasia come via di fuga. Mi piacerebbe che i giochi a premi in televisione, non portassero più cifre, ma buone azioni. Storie di oggetti apparentemente comuni.

La fantasia come via di fuga. Mi piacerebbe che i giochi a premi in televisione, non portassero più cifre, ma buone azioni. Storie di oggetti apparentemente comuni.

ordinances

Esasperazione Ripetitori non è per una copertura di segnale, ma per la precisa posizione, geolocalizzazione. Un ripetitore copre benissimo un isolato. – Concordo Parola. Mi piacerebbe che il Giardino Bellini rimanesse aperto, almeno un pochino dopo il tramonto. Luoghi più salubri, centri di decompressione. Incontrarsi dentro un giardino, respirare in sintonia con la natura, sedersi, contemplare. Gestione punti raccolta differenziata, margine coerenza elevata. Fontane eviteranno la cura del cloro, irrigando di continuo le aiole. Persone presenti. Debellare l’utilizzo del Giardino per fiere, concerti, triktrak. Parco delle carrozze, mandala alberi. Chiostro collinetta, omaggio musicisti Teatro alla Città, come nel passato. Chioschi offrono servizi, oltre salvaguardare, vivere simbiosi, armonia natura. Rispetto micro vibrazioni. Aperto fino alle ore 22. Custodia Agenti Polizia Municipale, intorno lo splendido parco. Atti vandalici, avvengono quando il giardino è chiuso, non si può vivere in ostaggio. Armonia della quiete, civiltà è consapevolezza. Parlare della vita, il Giardino dentro il giardino. – Protocollo di Topo Gigio, il mondo si suddividerá in schiavi e complottisti, poi ci sono i cartoni animati.

The Unknown Eleven

Gli Artisti Sono segnali da seguire (2012)

Gli Artisti Sono segnali da seguire (2012)

L’Incognita dell’Undici

Tempo, mistero, imprevedibile sentiero, preghiera dei saggi accompagna il passo. Un’antenna riceve messaggi, ripetitore d’alchimia. Allungato il sentiero, riscoperto un forno, ascolta musica celestiale, un borgo custodisce antiche primizie, canto tossisce nascita. Una mollica attira l’occhio di un passerotto, un passerotto scorge un passante osservare il rosso di una coccinella. Onde, flussi di energie s’incontrano, completano, perdonare è l’andare, oltrepassare il sipario, vittime e artefici ci ritroviamo. C’è un undici dopo il dieci, ribellarsi a tutte le barriere che dividono. Un giorno potremmo raccogliere pomodori da una piazza, vedere nascere un cavolo sotto l’antico albero, sentire l’odore delle rose in mezzo al traffico degli odori.

La Tabellina dell 11 (2008)

La Tabellina dell 11 (2008)

the piano colours

E così una mattina scrivo il ricordo di una sera.

All’improvviso l’immagine di un amico appena incontrato mi spolvera un pensiero, siamo tutti aggrappati a un legno chiamato speranza, non importa la distanza, non importa la salute, importa la coscienza, il cammino dell’occhio che parla al cuore. Una casa, una stanza, finestre chiuse riparano dal freddo, conservano gli odori, il silenzio, la musica, l’energia tiene compagnia, protegge, nutre. Apro le finestre, luce entra, odori di una notte prendono confidenza col cielo, mura respirano sogni trascorsi, li barattono col futuro, vento strappa l’offerta, pioggia ricorda, poco cresce senza la mia danza, sole scalda, luna innamora. Resto intatto alle tradizioni, l’odore del caffè al mattino, l’alito del tè al pomeriggio, al centro del tavolo dopo il tramonto accompagna la mia notte una fiamma, riempie lo spazio dentro e con poco margine fuori, di luce bella, luce calda. Scivola la musica, allieva, amplifica, nutre, solidifica, intensifica, rende vive le immagini, mi piace la dolcezza, fragilità di quando signora Armonia accarezza le nostre teste, ci sentiamo così bene da temere la lontananza futura di quel passaggio, che anche un fiore a distanza riconosce. A casa fin quando hai tre uova, un pacco di farina, un pugno di sale, due arance e tre limoni, del caffè, un sorso di vino e quattro amici, sei ricco. Colori belli, contenuti intimi, evocazione memoria, passaggi di ogni luna, cuscini comodi ma non troppo, riconoscente allo specchio d’oro, fantasia galoppa, portami via.

Catania City Municipality

Città del mondo

Urbes mundi

C’è chi si chiede chi sarà il prossimo assessore alla cultura, come se Catania in questi anni sia cresciuta culturalmente, non desidero attaccare nessuno, ma davvero stiamo vivendo in un parco giochi, la parola ha perso davvero contenuto, crediamo che la cultura sia la mostra di un grande artista, ci esibiamo in manifestazioni, slogan, grandi promesse, e da grande metropoli quale crediamo vivere diventiamo un rebus dove i primi a scioccarsi ed innamorarsi di questa terra e dei suoi abitanti sono i turisti, che con un velo di gratitudine e allo stesso tempo di compassione per il degrado sociale in cui ci ritroviamo. Catania terra dell’Etna, Sant’Agata, desidera divenire sogno d’Europa, come il piccolo Federico vedeva in visione. L’Europa è immensa e i paesi più acculturati sono quelli che rispettano in primis l’ambiente, l’aria, l’acqua, il cibo. Ricordo come fosse ieri l’uccisione dell’Araucaria ad Ognina, un albero secolare cresciuto alla fine del lungomare, era stato causa di morte, nessuno aveva provveduto a segnalarlo, mettere dei limiti, trovare riparo a questa dolorosa perdita, fu l’inizio della mia delusione in questo passaggio. Lungomare Ritrovato, nessuno può liberare, nessuno può imprigionare, possiamo ritrovare la storia dei nostri antenati, la vegetazione mediterranea tra le più belle della nostra costa, se si prosegue per quel lungomare dove l’edificazione è stata fermata, è possibile scovare mulattiere che davvero fossilizzarsi su San Berillo che è bella com’è, se non fosse il contenitore di ciò che non si vuole vedere. Vedo sempre un parallelismo tra i quartieri e la piana di Catania, una terra che viene definita oasi in totale abbandono, dove la nostra gente davvero potrebbe ritrovarsi a respirare quello che era, i nostri ospiti extracomunitari potrebbero godere del lavoro condiviso, produrre ottimo cibo, cercare un canale di vendita oltre a cercare risorse per contenere quello che vivremo in futuro. Cultura è creare dalle cose che non utilizziamo più, come una bottiglia, una batteria, dell’organico, della plastica, della carta, fonte di reddito, curarsi della salute anche dell’aria, stare più attenti a salvaguardare, ripristinare il nostro paesaggio, le nostre ricchezze che non si dimenticano di noi, mentre noi ci prosciughiamo a correre ad una festa perché mondana, quando davvero potremmo respirare una festa continua fatta di sonori pacifici, lentezza che ci spetta, e luce che tende ad illuminare, non accecare. Piazza Europa, la Santissima Madre che accoglieva e accompagnava viaggiatori del mare, ora vede il Corso Italia, alle spalle il suo splendido mediterraneo. Lungomare Ritrovato, macchia mediterranea, Etna, forza, disegni della geometria del tempo, roccia che respira millenni, torri d’avvistamento saraceno, rispetto per dove posate i piedi. Identità non è farne mercato plastico, identità è rispettare l’alito del mare che incontra il passante, non è una pista ciclabile, il divieto alle macchine. Identità è riscoprire dove viviamo, farne patrimonio, ritrovare scorci eoliani da cartolina, offrire no una metropoli, ma la metropoli più passionale e romantica del mediterraneo. Assolutamente essere rigorosi, del rispetto di ogni singolo scorcio che vuol raccontare, non invadere il territorio con superbia economica, lasciargli solo l’occasione di potersi raccontare attraverso la voce silenziosa di chi sa osservare il mare e comprendere che il mare va raccontato.