Archivio tag: Sicily

gold threads

Fili dipinti, tracciati da un susseguirsi di eventi che tengono in mano un semplice pennello, che precedentemente studiano, ricercano una composizione che vale più dell’oro, perché dentro quel colore c’è un percorso. Portare un messaggio, l’arte non cerca visibilità. (Amo/Re AmoTe)

The Royalty of Mother Earth

“CERCHI D’ORO AMO/RE AMOTE” LA PERFORMANCE D’ARTE E MODA PER UNA RINASCITA SPIRITUALE COLLETTIVA

Piccoli Prodigi - Platani Villa Bellini mozzati in serie Vivono di Speranza. Il Giardino dentro il giardino

Piccoli Prodigi – Platani Villa Bellini mozzati in serie Vivono di Speranza. Il Giardino dentro il giardino

CATANIA – “La moda a servizio della natura”. Questo il liet motif del concept event “Cerchi d’oro Amo/Re AmoTe” che Giovedì 17 Settembre, alle ore 19.00, vedrà sfilare l’esercito della bellezza di oltre 69 modelle, con capi realizzati per l’occasione dai talentuosi stilisti della Maison Du Cochon e della cattedra di Storia del Costume per lo Spettacolo dell’Accademia di Belle Arti di Catania, capitanato da Liliana Nigro, da Palazzo Grimaldi nel cuore di piazza Giovanni Verga percorrere tutta la piazza per una catarsi spirituale che vedrà tra l’indifferenza della quotidianità abbracciare gli alberi e quel che resta della natura tra smog e frenesia di un mondo votato al lavoro e alla solitudine sociale. “Un evento pensato e creato in tandem da Liliana Nigro e Claudio Arezzo di Trifiletti- dichiarano gli organizzatori del primo evento siciliano dedicato alla moda e alla natura nel caos cittadino metropolitano- dove un simbolico e virtuale abbraccio come un cerchio d’oro sarà il segno di un binomio indissolubile che affonda le radici nell’amore e fa risuonare nel vento la voce della natura che chiama ed urla la nostra presenza per la costruzione di un domani a misura d’uomo”. Ritornano di nuovo protagonisti tutti gli alberi, già simbolo di una precedente performance artistica realizzata da Claudio Arezzo di Trifiletti, dipinti con dei cerchi d’oro come inno alla vita. Backstage dell’evento l’esclusivo giardino di Palazzo Grimaldi offerto da Enrico Grimaldi di Serravalle.

Elisa Guccione (SICILIANPEOPLE)

free thinker

Catania, Piazza Roma Mettere in salvo rami strappati da qualche balordo. Magnolia

Catania, Piazza Roma – Mettere in salvo rami strappati da qualche balordo. Magnolia

Mother Earth

Sento un peso che a volte mi farebbe urlare, ma questo non è comunicare, c’è bisogno svegliarsi dalle famiglie ai governi, non si può recitare, la realtà è assai cruda, squallida per certi versi. Apparenza, vanità in dissolvenza. Arroganza, possedere attraverso dinamiche terrene, quasi giunta alla conclusione.

Gasparino - Cortile del Sole

Gasparino – Cortile del Sole

La terra ci ama, facciamo parte del creato, non siamo il creato. Fin quando ci inchineremo all’ignorante, saremo servi di chi ha messo muri difronte la nostra libertà, ha scavato gallerie dove far viaggiare il vuoto nel nostro sentire. Credo conoscere la strada, sono consapevole del presente, e di quelle persone che amo in quanto non posso esimermi dal farlo, spero davvero presto capiscano di cosa è fatta la loro essenza. Oggi mi ero preso un dispiacere nel trovare dopo tempo che non la vedevo, l’Araucaria trapiantata in Viale Leonardo da Vinci (Spazio [email protected] Metro Quadrato di Bosco) era ingiallita, mi sono sentito come impotente. Osservo molto gli alberi, se non ci prendiamo cura, molti si ammaleranno e questo non è giusto, per me è un crimine, ci mettono anni a divenire lo splendore che sono. Gli alberi attraverso le radici sviluppano una connessione simile alla rete, sono prodigiosi, credo seriamente che ci proteggano. Sicuramente non sarò compreso, ma credo che l unica soluzione contro qualsiasi virus, sia benedire la terra che ci ospita, impiantando alberi, che questo gesto sia profondo, realizzato con l’anima. Mi spaventano tutti questi slogan inutili: andrà tutto bene, ce la faremo, è oppio. Mi dispiace la mia speranza vive nell’azione, e purtroppo stiamo giungendo inesorabilmente al capolinea della stupidità, l’abisso dell’ignoranza elevato a guida. Sto provando con tutti i mezzi a mettermi in contatto con chi potrebbe dare luce alla speranza, ma niente, è come rinchiusa dentro un pozzo, si sente sicura, galleggia in una falsa primavera. C’è bisogno connetterci alla terra, non tutti ma chi conosce la ragnatela. Sicilia, isola del mondo, non cerco altro che un tondo, il tempo slitta, tegola su tegola dona riparo, ma è possibile che tutto questo non sia chiaro? In verità credo che siamo messi poco bene, ci sono delle cose che un tempo erano ovvie. Per i solitari che ascoltano il sussurro del vento non è pesante restare a casa, si avverte nonostante il piacevole silenzio, l’odore agro della non vita. Una briciola è caduta, un passerotto mi ha dato speranza, solo in pochi si sono accorti, erano presenti. Chi oggi lo è? La pulsazione della terra, del mare, del cielo ha bisogno costante di conferma, noi siamo parte di questo creato, anche se le regole diverranno marziali col compiacimento dei morti che ridono. Provo dispiacere non riuscire ad esprimere per come sento, vorrei essere utile, guidare un risveglio, ma è doloroso raccontare. Coloro che sentono, portano un peso che non rende comprensibile a tutti, quello che desiderano comunicare. Sento avere un dono, potermi connettere con la terra, divenire ponte. Un pellegrino in cammino, che a volte viene divorato da un fuoco interiore. Mi è rimasta una scena ferma dentro il cuore, un potente nulla tenente. Il mondo intorno a me, è soltanto consiglio angelico, non è facile reggere l’altra corda, ma siamo qua, aspetto mettere mani in terra, provo liberazione, un giorno tornerò a dipingere. Dobbiamo pensare al futuro, non bloccare l’agricoltura, l’uomo dovrebbe prendere consapevolezza di essere solo un granello in questo pianeta, si deve ripartire dall’aratro. Questo sole è benedizione se viene compreso come opportunità, e non come contenitore di superficialità. Molte coincidenze indicano che ci troviamo noi tutti di fronte ad una grande sfida. Certo tutto è possibile, per me la cosa giusta è rimanere tutti uniti, non come capre, ma come esseri che insieme sentono. Oggi ho salutato mia madre da lontano, non è stato affatto bello.

Hope

C’è da chiedere scusa alla terra, inginocchiarsi per tutti i crimini di guerra. C’è da perdonare tutto e tutti, ricominciare, lasciando dietro ciò che vuole condannare, molti parlano d’amore, alcuni hanno dimenticato il calore.

world needs love

La polpa d’arancia diventa riflessione. (World needs love)

Briciole di pane, di biscotti, un tozzo di mela, qualche sorso d’acqua per i piccoli canterini che ci osservano spaesati.

Trovata, adottata, condividiamo lo stesso spazio. Rinascita

Trovata, adottata, condividiamo lo stesso spazio. Rinascita

A square meter of forest

Sentono, ascoltano, attraverso il lento movimento delle foglie raccontano. Terra trasforma, respira un mondo, memoria cosmo, silenzio nutre, intona fioritura.

Difficile spiegare, non è facile trovare le parole, chi si avvicina si affida se desidera cambiare. Tutto è scritto, l’amore è in grado di fare prodigi, chi conosce non può fare altro che sperare.

The Unknown Eleven

Gli Artisti Sono segnali da seguire (2012)

Gli Artisti Sono segnali da seguire (2012)

L’Incognita dell’Undici

Tempo, mistero, imprevedibile sentiero, preghiera dei saggi accompagna il passo. Un’antenna riceve messaggi, ripetitore d’alchimia. Allungato il sentiero, riscoperto un forno, ascolta musica celestiale, un borgo custodisce antiche primizie, canto tossisce nascita. Una mollica attira l’occhio di un passerotto, un passerotto scorge un passante osservare il rosso di una coccinella. Onde, flussi di energie s’incontrano, completano, perdonare è l’andare, oltrepassare il sipario, vittime e artefici ci ritroviamo. C’è un undici dopo il dieci, ribellarsi a tutte le barriere che dividono. Un giorno potremmo raccogliere pomodori da una piazza, vedere nascere un cavolo sotto l’antico albero, sentire l’odore delle rose in mezzo al traffico degli odori.

La Tabellina dell 11 (2008)

La Tabellina dell 11 (2008)

Green Christmas

Davanti a me alberi Eretti immobili Diventan mobili Soddisfan nobili – Davanti a me foglie Che nutrono le voglie Di chi respira in grande E poi sarà più forte – E’ un bambino che cade La folla gli applaude E lui si sente più forte Lui non teme la morte – E’ un mercato che applaude A un bambino che cade Ti riporta al presente Ti fa amare la gente – Questo albero d’oro è divino per me Questo cielo che mamma mi dice: “Cos’è?” Questo sole che entra nelle magie del viso – Questa terra mi dice che qualcuno ha deciso Che non siamo all’altezza dei doni che abbiamo – E camminiamo da soli anche se stiamo per mano Che aspettiamo qualcuno che ci dorme vicino, ma sul divano – E che sto mondo è lo specchio di come ci comportiamo E tutti vorremmo cambiarlo ma poi non ci riusciamo – E guarda ogni cerchio d’oro Non è messo lì solo per decoro Ma è messo lì per ricordare Che non puoi vivere senza amar – Questo albero d’oro è divino per me Questo cielo che mamma mi dice: “Cos’è?” Questo sole che entra nelle rughe del viso – Questa terra mi dice che qualcuno ha deciso Che non siamo all’altezza dei doni che abbiamo E camminiamo da soli anche quando stiamo per mano – Che sto mondo è lo specchio di come ci comportiamo E tutti vorremmo cambiarlo ma non ci riusciamo.

The moon inside the heart

La luna nel cuore

La luna dentro il cuore

passaggi d’autore

Mondi raccontati alla luce del sole

dimensione minimale

psicofantasy mezzanine living

magic and prayer

La mia memoria sono anche le cose che mi circondano, hanno ricordi in se, quindi sono vive, passi dell’anima che sbircia una città in movimento. Sopra l’armadio c’è un lago di sale, tra cristalli e sculture un cigno immobile osserva. Casa, nido, tempio, visione, sogno, magia ma anche preghiera. Riccio in questo periodo, sto cercando rigenerarmi, perdere foglie, respiro l’aria del distacco, avrei molto da manifestare ancora più forse da creare, un continuo edificare protezione, invisibile raggiungibile attraverso una porta, l’attimo connesso, vibra corona, luna sente, ghiandola legge, poi vado a letto con i limiti di sempre.

Corridoi chiamano, vento sospira.