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author’s house

casa museo sotto l’etna

I should have been born in a palace,with carriages and horses, calm chants and plentiful breakfasts. In my recurring fantasies I put myself in a top hat, from my savings I built invisible towers, Christmas holidays. A house is family, a condominium, a cloud, in a square in the city I found my roots. The wind is blowing today, I’m tuning its notes and I live in this community that I dream to become.

creation is a moment that remains indelible

Dovevo nascere dentro un palazzo, con carrozze e cavalli, canti calmi e colazioni abbondanti. Nelle fantasie ridondanti mi sono riposto al cilindro, dai risparmi ho realizzato torri invisibili, ponti del Natale. Una casa è famiglia, un condominio, una nuvola, in una piazza in città ho ritrovato radici. Oggi il vento soffia, ne accordo le note e vivo in questa comunità che sogno divenire.

11 – 2005 Il Caos

C’è una teoria che tutto armonizza, che i miei nervi possano restare saldi, la mia testa centrata sul punto, il mio cuore alchemico più che mai.

Studio

study

Cosa dire delle imprints di Claudio Arezzo di Trifiletti ?
Matasse condensate di colore, concrezione di sensi concretizzati, sovrabbondanza magmatica di immaginazione resa in simboli incastonati nella densa materia pittorica. Questa una tela di Claudio Arezzo di Trifiletti decodificata e tradotta in questo scritto. Un approccio critico di natura squisitamente mimetica è quanto le sue opere pittoriche sembrano richiedere e l’occhio – filamento sensibile – si industria di cavarne sensi. Procediamo dunque sulla strada di quel proverbiale dispiegamento dei sensi che Rimbaud auspica nella sua celebre Lettera del Veggente per seguire la parabola della mente negli spazi aperti di una pittura modellata sulle impressioni lasciate dalle scarpe dei passanti. Sissignore, questo è l’artificio escogitato dal pittore simile a certi innocenti stratagemmi escogitati dai bimbi per divertirsi. Le strade sono quelle di grandi città del mondo o di posti in cui ci passa molta gente come un centro commerciale – e l’Imprints è attuato. Prese le impronte, il pittore si mette all’opera. Un primo colpo d’occhio sopra la tela sporcata da quei passi, la visione; un secondo su possibili traiettorie da seguire tra le impronte lasciate dai passanti, il disegno; in fine viene l’ora delle vernici sulle tracce, la pittura. Cosa dicono quelle traiettorie ad Arezzo di Trifiletti? Sono passi d’Anima, anzitutto, e il Nostro amico pittore è uno che crede molto nell’Anima della gente; la insegue ovunque egli vada e la traduce attraverso uno sforzo grafico estremo- in espressione. Pittura espressionista? Le etichette sono sempre sgradevoli e le parole fallano di brutto quando cercano di definire qualcuno e qualcosa, per questa ragione esiste la poesia anche nel nostro tempo dove per ogni cosa c’è un libretto delle istruzioni, la qual cosa non è poi così male, sempre che le istruzioni siano comprensibili.
studio

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Anche per questo c’è la poesia: per comprendere attraverso le immagini le Verità profonde, le cognizioni sedimentate: messe in retroguardia dal continuo incessante divenire di quel che chiamiamo realtà. Un esempio di poesia – di istruzioni pertinenti la stessa realtà vissuta nel quotidiano di Arezzo di Trifiletti, Catania – l’ha scritta anni a dietro un tale noto alle cronache col nome di Kong, amico mio e suo.

( ) Questa città di nessuna vita che rigurgita risa/ smanie
Impostura di esserci,
[ODIO] nella mente di tutti/ fino alle tubature di casa/
fra i peli bruciati dal sole/ i semafori blu dell’estate (.).

Scritto di Vincenzo Ferrara e Renato Dipaola

independent artist

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trek

 

history

 

feel, sentire, ressentir, sentir

 

written, scritto, écrit, escrito

 

studio

 

imprints

Questo progetto è iniziato nel 2007, ma forse ancora prima quando dipingendo mischiavo nel colore altra materia, forse per sperimentare la chiaroveggenza tattile. Scartavetrando mobili antichi, mischiavo la polvere che fuoriusciva, mettevo anche olio, ecc.ecc. Vedevo che il colore cambiava forma, cioè si esprimeva attraverso il movimento che davo al pennello, potrebbe sembrare ovvio, ma mi creda non lo è. Venivo avvolto forse anche dalla convinzione non saprei dirvi, ma sentivo questo grande flusso che mi rapiva, poi in seguito l’ho sperimentato con le impronte, tipo questa tela è stata stesa al Moulin Rouge – Paris , e quando la riprendo proprio odora di vita, e dentro nella mia visione contiene il passato perché è sotto il marciapiede, il presente perché è dentro la tela, il futuro perché è quello che io sento quando la dipingo. Se confrontiamo una tela di Parigi con una tela di New York, o con una tela di Abu Dhabi, o con Roma, lo stile è quello, il mio linguaggio, ma poi lo schema cambia, come quando dipingo una parete, cambia la memoria della parete. parecchi trovano una somiglianza con altri della Pop Art, io credo che la somiglianza risiede proprio nella memoria, quando i dipinti nascono su strada, o undergound. Siamo circondati da una quantità di vibrazione derivante dal tempo, che passa inosservata ai nostri occhi, ma non ai nostri caratteri percettivi, io sto facendo una ricerca attraverso questi lavori, anche per me non è facile comprenderli, ma poi ci riscopro cose, immagini, ma anche posti dove ho steso il telo che non credevo aver calcolato, trovando una somma perfettamente equivalente allo sforzo che sto impiegando e che mi sento ripagato, cioè mi lascio andare totalmente non per provocare, ma per divenire strumento di questo linguaggio, forse in futuro, tutto avrà una spiegazione, come può essere che tutto verrà sotterrato.

313/moulin rouge - paris

313/moulin rouge – paris

 P.S.: Il futuro sarà un totale caos derivante dall’avidità dei non emozionabili attraverso le piccole cose.